Filetto di manzo alla birra

Filetto di manzo alla birra
Ingredienti: un filetto di manzo burro qb una carota due coste di sedano una cipolla un ciuffo di prezzemolo una bottiglia di birra doppio malto sale e pepe qb Preparazione: Sciogliete un paio di noci di burro in una padella; non appena il burro sarà sciolto mettete il vostro filetto ben infarinato, salato e pepato nel burro a rosolare per bene da tutti i lati [...]

Ingredienti:
un filetto di manzo
burro qb
una carota
due coste di sedano
una cipolla
un ciuffo di prezzemolo
una bottiglia di birra doppio malto
sale e pepe qb

Preparazione:
Sciogliete un paio di noci di burro in una padella; non appena il burro sarà sciolto mettete il vostro filetto ben infarinato, salato e pepato nel burro a rosolare per bene da tutti i lati alzando la fiamma. Non appena avrà fatto la sua crosticina dorata, toglietelo e mettetelo momentaneamente in un piatto.
Affettate finemente il vostro misto di odori facendo in modo che il sedano prevalga su carota e cipolla. Versate tutto nel burro e fate cuocere dieci minuti aggiungendo se necessario un pò d’acqua. A questo punto rimettete il vostro filetto in pentola assieme agli odori e versateci l’intera bottiglia di birra. Coprite con un coperchio e abbassate il fuoco al minimo, facendo cuocere il filetto per almeno un’ora e mezza e rigirandolo di tanto in tanto. Quando la cottura è quasi ultimata e si sarà formato un sughetto cremoso e profumato, regolate di sale e servite caldissimo. Questo piatto si accompagna in modo ottimale ad un buon bicchiere di birra ed un contorno di patate, purè, o verdure cotte come cicorie ma anche verze e cavolfiori.

Ricette verdure: funghi gratinati (Buttalapasta)

Se volete preparare un velocissimo secondo, ricorrete a questa ricetta a base di funghi e prosciutto cotto, che potete anche preparare in anticipo e riscaldare prima di servire. Ingredienti per i funghi gratinati (dosi per 4 persone): Condividi

Fonte : Buttalapasta (abbonati)

Ricetta di Natale: pan di frutta (Buttalapasta)

Questa è un dolce da preparare nel periodo natalizio, che Babette potrebbe veramente aver preparato, infatti si tratta di una ricetta tipica dell’Europa continentale, che in Francia viene chiamato “Pain de Noel”. Il pan di frutta è interessante anche dal punto di vista dietetico, infatti non si usano grassi per prepararlo, e contiene tantissima [...]

Fonte : Buttalapasta (abbonati)

Tag : Dolce Gabbana, Natale, Tendenze

Amore Amaro da Bir&Fud (Senza panna)

Vi segnalo l’ennesima interessante iniziativa di Bir&Fud bottega. Copio dal loro Blog: Sabato 29 Novembre 2008 dalle 16:00 alle 21:00 si degusterà gratuitamente al bir&fud bottega in via Luca Valerio 41/43 (zona Marconi) una serie di prodotti artigianali all’insegna dell’amaro, leggero ma presente. La birra del mastro Leonardo Di Vincenzo sarà una nuova versione di ReAle (in collaborazione con…

Fonte : Senza panna (abbonati)

Sformato alla zucca
Ingredienti: mezzo kg di zucca due uova 400cl di besciamella 50gr di grana padano grattugiato sale, pepe, noce moscata. Preparazione: fate ammorbidire la zucca fino a ridurla in purea cuocendola nel forno a calore a fette moderato per una mezz’ora scarsa oppure lessandola una decina di minuti in acqua bollente. Una volta ammorbidita la zucca, passatela al setaccio in modo da ridurla [...]

Ingredienti:
mezzo kg di zucca
due uova
400cl di besciamella
50gr di grana padano grattugiato
sale, pepe, noce moscata.

Preparazione:
fate ammorbidire la zucca fino a ridurla in purea cuocendola nel forno a calore a fette moderato per una mezz’ora scarsa oppure lessandola una decina di minuti in acqua bollente. Una volta ammorbidita la zucca, passatela al setaccio in modo da ridurla in purea ed eliminare l’acqua in eccesso. A questo punto aggiungete le due uova, il grana grattugiato, la bescimella, il sale, il pepe ed una bella grattugiata di noce moscata.

Versate il composto ottenuto in una casseruola imburrata e ricoperta di pangrattato ed infornate per un’ora a 200 gradi. Al termine della cottura lasciate raffreddare e rovesciate il vostro sformato; potete servirlo a fette accompagnandolo con una salsa saporita alle olive o alle erbe che faccia meglio risaltare la delicatezza della zucca.

Ricette pollo: bocconcini allo yogurt (Buttalapasta)

Ricetta per preparare il pollo in modo gustoso e particolare, provare sapori e accoppiate nuove secondo me fa sempre bene. Un secondo piatto semplice, light ma anche molto saporito. Ingredienti per i bocconcini allo yogurt (dosi per 4 persone) Condividi

Fonte : Buttalapasta (abbonati)

Tag : Italia, Piatto

Ricette verdure: cavoletti di Bruxelles alla crema (Buttalapasta)

I cavoletti di bruxelles sono verdure grandi più o meno quanto una noce, hanno foglioline compatte e verde chiaro, quando le acquistate badate bene che le foglie siano ben lucide e senza macchie gialle, si possono preparare in tanti modi e noi faremo li accompagneremo ad una deliziosa crema che potete servire come contorno o [...]

Fonte : Buttalapasta (abbonati)

Tag : Bruxelles, Europa

Dolci Natalizi: Il Frustingo, una ricetta originale marchigiana (Il Manicaretto)

Ecco i dettagli per la preparazioni di un dolce natalizio dagli antichi sapori, il frustingo. Ingredienti: 1 kg di fichi secchi; 100 gr. di uva sultanina; 100 gr. di miele; 100 gr. di zucchero; 100 gr. di mandorle; 100 gr. di noci; cedro candito; olio extra vergine di oliva; noce moscata; cannella; Preparazione del dolce Cuoci in acqua un chilo di fichi secchi , finchè non saranno completamente [.

Fonte : Il Manicaretto (abbonati)

Tag : Dolce Gabbana, Italia, Noci, Tendenze

Una ricetta della Pasta con le patate (Ginger & Tomato)

TEMPO: 40 minuti| COSTO: basso| DIFFICOLTA’: bassa VEGETARIANA:SI | PICCANTE:NO | GLUTINE: SI | BAMBINI: SI Ormai è proprio arrivato il freddo! E quale modo migliore e più piacevole di combatterlo se non di sedersi in tavola e [...]

Fonte : Ginger & Tomato (abbonati)

Tag : Patate, Salute, Vegetariani

Zenzero: ricette e idee per il suo utilizzo in cucina (Buttalapasta)

Lo zenzero è una radice, per essere precisi un rizoma, di una pianta (Zingiber officinale) che cresce nelle zone tropicali e subtropicali, utilizzato per il suo sapore leggermente piccante e che ricorda un po’ quello del limone. Condividi

Fonte : Buttalapasta (abbonati)

Risotto alla salsiccia!
Ingredienti: tre salsiccie due etti di riso mezza cipolla sale, pepe brodo di carne burro e grana per mantecare Preparazione: la preparazione di questa ricetta è la stessa che si usa per qualunque altro risotto. L’unico accorgimento che vi suggeriamo è quello di sgranare le salsicce e di passarle qualche minuto in una padella a parte così che perdano il grasso in eccesso [...]

Ingredienti:
tre salsiccie
due etti di riso
mezza cipolla
sale, pepe
brodo di carne
burro e grana per mantecare

Preparazione:
la preparazione di questa ricetta è la stessa che si usa per qualunque altro risotto. L’unico accorgimento che vi suggeriamo è quello di sgranare le salsicce e di passarle qualche minuto in una padella a parte così che perdano il grasso in eccesso e non vadano poi ad appesantire eccessivamente il vostro risotto.

La cucina turca: patlican

La cucina turca: patlican
Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da[...]

Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da meno. Eppure patlican vuol dire semplicemente melanzana, quell’ortaggio tanto amato da tutta la cucina mediterranea, compresa la nostra, soprattutto nella parte meridionale della penisola.

Dicono che i turchi non riescano neppure a contare in quanti modi sono capaci di cucinare le melanzane, ma quello che vi indico di seguito è uno dei più comuni e viene spesso servito tra i ‘meze’ freddi, ottimo accompagno alla pita, il caratteristico pane turco, e consumato lentamente, tra una chiacchiera e l’altra e spesso da un unico piatto per tutti i commensali, in attesa che il ‘vero’ pranzo abbia inizio. Vi occorrono: melanzane del tipo lungo, olio, succo di limone, pomodori, aglio, prezzemolo e peperoncino.

Ed ecco la formula magica: scaldate un po’ d’olio in una padella abbastanza ampia, quindi unite l’aglio tritato insieme al peperoncino e le melanzane tagliate a tocchetti, lasciate precedentemente a macerare nel succo di limone. Quando saranno quasi cotte, aggiungete i pomodori a pezzetti, aggiustate di sale e guarnite con prezzemolo sminuzzato (a crudo). In Turchia questo invitante antipasto viene lasciato raffreddare prima di essere servito.

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Uova, pomodoro e ricotta salata
Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete[...]

uova strapazzate Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete utilizzare, magari ridimensionata nelle quantità, come antipasto per una cena tra amici.

Gli ingredienti sono quelli per una persona se il piatto viene consumato come unico.

Ingredienti: 1 uovo intero e 1 tuorlo, mezzo barattolo di polpa di pomodoro (in stagione usate 3 pomodori San Marzano), ½ cipolla piccola, ricotta salata, latte, burro, olio, sale qb.

Procedimento: come prima cosa preparate il sugo; fate scaldare un po’ d’olio, quando è caldo aggiungete in padella una noce di burro e la cipolla tritata in precedenza. Quando la cipolla è ben soffritta mettete il pomodoro, aggiustate di sale e fate andare a fiamma alta per 10 minuti, se necessario aggiungete un po’ d’acqua durante la cottura.

Quando il sugo di pomodoro è pronto preparate le uova, le mettete in un piatto con un po’ di sale e un po’ di latte, le sbattete un po’ e poi le calate in padella con un po’ di burro. Quando saranno ben rapprese le togliete dal fuoco. A questo punto mettete il sugo di pomodoro in un piatto piano, vi adagiate sopra le uova strapazzate e sopra grattugiate un po’ di ricotta salata (la quantità secondo il vostro gusto).

Servite, o mangiate, immediatamente!!

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Dolci esotici: rice cake africano
Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso,[...]

Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso, potete utilizzare anche i fiocchi di riso.

Ingredienti: 250g di farina di riso, 200g di burro, 180g di zucchero, un pizzico di noce moscata, 3 uova intere, un bicchiere di latte, 2 cucchiaini di lievito in polvere, un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia.

Preparazione: setacciate bene insieme la farina di riso e il lievito in polvere; in una terrina unite il burro ammorbidito, le uova e lo zucchero, poi aggiungete a piccole dosi la farina e il latte, mescolando continuamente; alla fine aggiungete la noce moscata e l’estratto di vaniglia; imburrate e infarinate uno stampo a cassetta, versatevi dentro il composto e infornate per circa 40 minuti a 180 gradi.

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twilight - Stephenie Meyer
  Tutti restarono impietriti, e James si accuccio’ facendo un passo in avanti. Edward mostro’ i denti, in posizione di difesa, e caccio’ un ringhio bestiale. Niente a che vedere con quello giocoso che avevo sentito a casa sua: era la cosa piu’ minacciosa che avessi mai udito, rabbrividii dalla radice dei capelli alla punta dei [...]

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Tutti restarono impietriti, e James si accuccio’ facendo un passo in avanti. Edward mostro’ i denti, in posizione di difesa, e caccio’ un ringhio bestiale. Niente a che vedere con quello giocoso che avevo sentito a casa sua: era la cosa piu’ minacciosa che avessi mai udito, rabbrividii dalla radice dei capelli alla punta dei piedi.

“E questa cos’è?” esclamo’ Laurent, palesemente sorpreso. I duellanti non abbandonarono le loro pose aggressive. James fece una finta a cui Edward rispose immediatamente.

“E’ con noi”. Il fermo rimprovero nella voce di Carlisle era diretto a James. Laurent sembrava meno sensibile al mio odore, ma anche lui, a quel punto, iniziava a capire.

“Vi siete portati uno spuntino?”, chiese incredulo, avanzando involontariamente di un passo.

Il ringhio di Edward divenne ancora piu’ duro e feroce, le sue labbra erano tese e scoprivano i denti brillanti. Laurent arretro’.

twilight - Stephenie Meyer

Natale a tavola
Il Natale sta arrivando e dobbiamo cominciare a pensare a cio’ che preparemo da mangiare in questi giorni di festa. E ancor di piu’ se vogliamo organizzare questi incontri a casa nosta e abbiamo l’intenzione di preparare qualcosa di elaborato. Ugualmente importante alla scelta delle pietanze che andremo a preparare è la scelta del decoro che [...]

Il Natale sta arrivando e dobbiamo cominciare a pensare a cio’ che preparemo da mangiare in questi giorni di festa. E ancor di piu’ se vogliamo organizzare questi incontri a casa nosta e abbiamo l’intenzione di preparare qualcosa di elaborato.

Ugualmente importante alla scelta delle pietanze che andremo a preparare è la scelta del decoro che useremo sulla nostra tavola. Tovaglia e tovaglioli, bicchieri, postate, centrotavola, segnaposti e altre 1000 mille piccole cose sono da scegliere con abbondante anticipo perchè potremmo arrivare al banchetto utilizzando cio’ che abbiamo a disposizione facendo guadagnare alla nostra tavola quell’antiestetico effetto “arlecchino”.

decorazioni_natale.jpg

Chiaramente i colori del natale vanno dal rosso caldo al dorato, al verde,  sconfinando anche nel blu e nell’argento a seconda delle tendenze dell’anno. Questo Natale 2008 sarà piu’ classico, si preferiranno i colori rosso e oro, e si ripropongono gli addobbi per la casa con le pigne e la frutta, dal sapore un po’ retrò. Al posto le comuni “palle” unica tinta standard da appendere all’albero, must di quest’anno sono le sfere dipinte a mano che regalano quel tocco in piu’ (volendo potete anche confezionarle voi stessi).

Vanno molto le tovaglie da tavola dorate con tovaglioli in pandance, da impreziosire con piatti decorati sul rosso, fermatovaglioli in pietre rosse, posate colorate in tono. Ovviamente, neanche a dirlo, è obbligo usare piatti di porcellana e bicchieri di vetro, lasciando da parte le, seppur comode, stoviglie di plastica e/o carta (mica stiamo organizzando un compleanno!).

Definiti i colori che vogliamo utilizzare e scelto il design degli oggetti che comporanno la nostra tavola, è bene cominciare a pensare alla quantità delle cose che ci servono che saranno davvero tante (e senza neanche essere troppo precisi perchè se volessimo esserlo allora dovremmo riempire la tavola solo di stoviglie). Sicuramente,  4 bicchieri per persona, aperitivo - acqua - vino - flute per lo spumante oppure coppa, le forchette dovranno essere 3+1 piccola per persona, antipasto - primo - secondo + dolce, i coltelli dovranno essere almeno due/tre, antipasto - secondo carne - secondo pesce, 1 tovagliolo di stoffa per persona, 1 segnaposto per persona (non esenziale), 1 centrotavola, combo per sale pepe olio e aceto ( se avete in previone un contorno), 1 sottopiatto per ospite, 1 piatto da antipasto per ospite, 1 piattoda primo per ospite, 1 piatto da secondo per commensale, 1 piatto da contorno, 1 da frutta e 1 da dolce anch’essi per commensale. Fino ad ora abbiamo enunciato una bella quantità di roba, senza contare i piatti da portata.

Avendo quest’anno introdotto l’argomento Natale, cominciando dalla base e cioè dalla prepararzione della tavola, non mi resta che dirvi che nei prossimi posts mi dedichero’ ai piatti da cucinare per completare l’opera!

Vini con ottimo rapporto qualità - prezzo: Lavico di Duca di Salaparuta
Il vino di punta di Duca di Salaparuta è senza dubbio il Duca Enrico, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in altre occasioni. La produzione aziendale però è molto ampia, sia come tipologie di[...]

Il vino di punta di Duca di Salaparuta è senza dubbio il Duca Enrico, di cui abbiamo già avuto modo di parlare in altre occasioni. La produzione aziendale però è molto ampia, sia come tipologie di vini, sia come numero di bottiglie (oltre 10 milioni) e diversi sono i prodotti degni di essere menzionati sotto un aspetto qualitativo: tra questi vi è senza dubbio il Lavico, il cui nome è tutto un programma…

A parte la splendida concentrazione di rubino luminoso, quello che stupisce durante la degustazione di questo vino sono senza dubbio la sapidità e la mineralità, evidenti sia in fase olfattiva che gustativa. Una chiara nota di pietra lavica fa da palcoscenico a sentori di piccoli frutti rossi e a una punta di pepe nero. In bocca la sapidità dona perfetto equilibrio e notevole eleganza.

In enoteca la bottiglia costa tra gli 8 e i 9 euro, prezzo a dir poco conveniente per un vino elegante e per nulla “ruffiano”.

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Il 3 dicembre verticale di Sassicaia
Sassicaia, il più famoso vino italiano, un vero e proprio mito dell’enologia per tutti gli appassionati. Specificatamente per questo vino venne utilizzato per la prima volta, quasi 3 decenni[...]

Sassicaia, il più famoso vino italiano, un vero e proprio mito dell’enologia per tutti gli appassionati. Specificatamente per questo vino venne utilizzato per la prima volta, quasi 3 decenni fa, il termine “supertuscan”, coniando un appellativo che divenne poi sinonimo di vini fuoriclasse toscani dall’uvaggio internazionale.

Avremo la possibilità di conoscere più approfonditamente il Sassicaia in una verticale di sei annate relativamente recenti (la più vecchia sarà il ‘99) che ci permetteranno quantomeno di conoscere l’inizio del percorso evolutivo del vino.

Appuntamento insieme all’A.I.S. di Roma, il 3 dicembre all’Hotel Rome Cavalieri per un unico turno serale di degustazione (20.00 - 22.30). Prezzo: 90 euro. Informazioni per prenotazioni e contatti qui.

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Dasmarias e Bebeblog: tornano all’assalto le ragazze di Blogo.it
Oggi presentiamo ufficialmente due nuovi blog della scuderia Blogo: il primo è Bebeblog.it, dedicato a tutte le mamme, per parlare insieme delle gioie e dolori della maternità. Il team è nutrito, per[...]

Oggi presentiamo ufficialmente due nuovi blog della scuderia Blogo: il primo è Bebeblog.it, dedicato a tutte le mamme, per parlare insieme delle gioie e dolori della maternità. Il team è nutrito, per coprire uno spettro di argomenti ampio e piacevole da leggere: si spazia dai gadget più edonisti e frivoli fino ai consigli di pedagogia, sempre vissuti in prima persona come è lo stile di un blog. Insieme alle autrici ci sarà anche un uomo, un papà necessario a dare un pò di contrasto alla visione “mammona” di Bebeblog.it.

Bebeblog sarà anche uno dei tre blog italiani, insieme a Fashion e Pink, che vedranno una versione portoghese per il Brasile con il nuovo Dasmariasblog. Scritto da un team di ragazze già esperte e famose sul web brasiliano, Dasmarias riproporrà anche il meglio di quanto pubblicato dai siti femminili di Blogo in Italia.

Come al solito, commenti e consigli sono benvenuti sia nei commenti sia alla mail dei siti.

Anelli fritti di mele
difficoltà ***** Ingredienti: 4 mele verdi (specie granny smith) 2 uova Pangrattato Pepe Olio Tagliate le mele a fettine sottili. Eliminate ad ogni fettina la parte in cui hanno posto i semi in modo da formare degli anelli. Sbattet le uova e aggiungete il pepe. Passate gli anelli di mela nelle uova, poi nel pangrattato e friggete in olio ben caldo.

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difficoltà *****

Ingredienti:
4 mele verdi (specie granny smith)
2 uova
Pangrattato
Pepe
Olio
Tagliate le mele a fettine sottili. Eliminate ad ogni fettina la parte in cui hanno posto i semi in modo da formare degli anelli. Sbattet le uova e aggiungete il pepe. Passate gli anelli di mela nelle uova, poi nel pangrattato e friggete in olio ben caldo.

Chi si accontenta gode

Chi si accontenta gode

Cucina greca: Halva
La ricetta che vi propongo è prettamente greca, anche se ne esistono versioni simili (arricchite da altri ingredienti quali pistacchi o sesamo), diffuse in Medio Oriente e persino in paesi come India e[...]

La ricetta che vi propongo è prettamente greca, anche se ne esistono versioni simili (arricchite da altri ingredienti quali pistacchi o sesamo), diffuse in Medio Oriente e persino in paesi come India e Pakistan. Questo dolce può essere arricchito anche da frutta candita o magari innaffiato con un liquore da fiammeggiare al momento di portare in tavola.

Ingredienti per 4 persone: 120g di semolino, un cucchiaio di mandorle, 2,5 dl di latte, 150g di zucchero, 50g di burro, un cucchiaio di cannella in polvere.

Preparazione: ponete le mandorle in acqua bollente per qualche minuto, pelatele, asciugatele e rosolatele nel burro; versate nello stesso tegame il semolino a pioggia e mescolate fino a quando il semolino sarà dorato; intanto fate sciogliere lo zucchero nel latte bollente e versatelo poco alla volta nel tegame col semolino; portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa un quarto d’ora; una volta cotto, sistemate il composto in una forma di budino o in ciotole separate, spolverizzando con la cannella.

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La cucina turca: la Salada
Con il post di oggi inizio un, spero interessante, approfondimento, sulla cucina turca, in modo da ripercorrere e condividere con voi profumi e sapori di questa meravigliosa terra che ho avuto il[...]

Con il post di oggi inizio un, spero interessante, approfondimento, sulla cucina turca, in modo da ripercorrere e condividere con voi profumi e sapori di questa meravigliosa terra che ho avuto il privilegio di visitare l’estate scorsa.

Innanzitutto alcune norme di buon comportamento: se siete a cena da una famiglia turca, servitevi solo del cibo più vicino a voi, finite tutto quello che avete nel piatto senza avanzi e dite “Elenize sağlik”, che è una forma di benedizione con la quale ringrazierete il padrone di casa lodandolo per la sua cucina. Un altro paio di cose: non vi servite mai con la mano sinistra e non vi sedete mai accanto a una persona di sesso opposto, a meno che non vi venga richiesto.

Il pasto turco solitamente inizia con una sequela infinita di ‘meze’ (antipasti), alcuni caldi e alcuni freddi, che basterebbero a saziare anche gli appetiti più accesi. Uno dei più classici, che costituisce un vero e proprio benvenuto e che quindi non potrete non gradire e vi verrà portato al ristorante anche senza richiederlo, è la ‘salada’: la nostra insalata. Ecco come prepararla: radicchio verde, pomodori tipo San Marzano, olio (quello leggero, tipo ligure), sommaco (una spezia dal caratteristico colore violaceo che si ottiene dalla pianta nella foto). Amalgamate tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e il gioco è fatto!

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La Pitina, salame ovino ottimo anche per la Carbonara
Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della[...]

Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della “Pitina della Valtramontina” un salume di carne ovina prodotto nell’omonima valle friulana, che ha la caratteristica forma a polpetta avvolta in farina di polenta.

La preparazione con la farina di polenta non richiedeva particolari attrezzature, considerato che nelle zone montane non c’erano possibilità di reperire budella per insaccare la carne e conservarla, e quindi era possibile prepararla ovunque.

Una volta preparata la “polpetta di carne” dissosata, questa polpetta veniva avvolta nel sale, pepe e farina di polenta, aromatizzata con le erbe di montagna, quindi il preparato veniva poggiato sotto la cappa del camino del focolare ad affumicare e lì rimaneva per alcuni giorni. Anticamente dopo la prima asciugatura vicino al fuoco, la Pitina veniva mantenuta nel “camarin”, un ambiente fresco e ventilato per un’ulteriore esicattura nel tempo.

Dopo circa quindici giorni sulla Pitina si formavano le muffe nobili che terminavano la stagionatura del prodotto dopo qualche mese. Per consumarla veniva prima lavata con acqua e aceto, e poi asciugata con un canovaccio di cotone e tagliata in fette sottili per essere mangiata accompagnata da un buon bicchiere di vino.

Al Salone, la signora che la presentava nel suo stand ha anche aggiunto: “era un modo semplice per i cacciatori di nascondere subito la selvaggina appena cacciata… perché non sempre si poteva cacciare, ma bisognava pur mangiare!”.

Adesso il procedimento è cambiato un poco, e la Pitina è diventato presidio Slow Food. Ora alla carne ovina o di selvaggina alcune produzioni aggiungono anche del maiale o del lardo in alcune produzioni (mentre i più “puristi” usano solo carne di montone o di capra), l’affumicatura avviene con legno non resinoso dei boschi e l’aroma è senza conservanti, solo fatto di sale, pepe, erbe montane e vino rosso.

In cucina la Pitina ha diversi utilizzi e consente la riscoperta di vecchi piatti della tradizione. Viene usata con ricotta e polenta, con brodo di polenta secondo il gusto montano, mentre per chi volesse usarla in cucina anche al sud può usarla in una carbonara…. di cui mi sono premurata di farvi avere anche al ricetta!

Carbonara con Pitina della Valtramontina

Ingredienti per 6 persone: 500 gr di spaghetti, 1 pitina, burro a piacere, 4 o 5 uova, 2 cucchiai di panna liquida, 120 gr di formaggio stagionato grattuggiato, un bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe.

Procedimento: scaldare olio e burro in una padella, unire la pitina tagliata a dadini o sbriciolata grossolanamente. Aggiungere il vino bianco e continuare la cottura finché il vino si sarà consumato. Intanto sbattere le uova con la panna liquida, metà formaggio, sale e pepe. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e versarla nella padella, unire le uova sbattute e dare una rimescolata generale. Servire con il resto del formaggio.

Altre ricette le trovate qui.

Dolci esotici: rice cake africano
Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso,[...]

Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso, potete utilizzare anche i fiocchi di riso.

Ingredienti: 250g di farina di riso, 200g di burro, 180g di zucchero, un pizzico di noce moscata, 3 uova intere, un bicchiere di latte, 2 cucchiaini di lievito in polvere, un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia.

Preparazione: setacciate bene insieme la farina di riso e il lievito in polvere; in una terrina unite il burro ammorbidito, le uova e lo zucchero, poi aggiungete a piccole dosi la farina e il latte, mescolando continuamente; alla fine aggiungete la noce moscata e l’estratto di vaniglia; imburrate e infarinate uno stampo a cassetta, versatevi dentro il composto e infornate per circa 40 minuti a 180 gradi.

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La cucina turca: patlican
Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da[...]

Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da meno. Eppure patlican vuol dire semplicemente melanzana, quell’ortaggio tanto amato da tutta la cucina mediterranea, compresa la nostra, soprattutto nella parte meridionale della penisola.

Dicono che i turchi non riescano neppure a contare in quanti modi sono capaci di cucinare le melanzane, ma quello che vi indico di seguito è uno dei più comuni e viene spesso servito tra i ‘meze’ freddi, ottimo accompagno alla pita, il caratteristico pane turco, e consumato lentamente, tra una chiacchiera e l’altra e spesso da un unico piatto per tutti i commensali, in attesa che il ‘vero’ pranzo abbia inizio. Vi occorrono: melanzane del tipo lungo, olio, succo di limone, pomodori, aglio, prezzemolo e peperoncino.

Ed ecco la formula magica: scaldate un po’ d’olio in una padella abbastanza ampia, quindi unite l’aglio tritato insieme al peperoncino e le melanzane tagliate a tocchetti, lasciate precedentemente a macerare nel succo di limone. Quando saranno quasi cotte, aggiungete i pomodori a pezzetti, aggiustate di sale e guarnite con prezzemolo sminuzzato (a crudo). In Turchia questo invitante antipasto viene lasciato raffreddare prima di essere servito.

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Uova, pomodoro e ricotta salata
Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete[...]

uova strapazzate Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete utilizzare, magari ridimensionata nelle quantità, come antipasto per una cena tra amici.

Gli ingredienti sono quelli per una persona se il piatto viene consumato come unico.

Ingredienti: 1 uovo intero e 1 tuorlo, mezzo barattolo di polpa di pomodoro (in stagione usate 3 pomodori San Marzano), ½ cipolla piccola, ricotta salata, latte, burro, olio, sale qb.

Procedimento: come prima cosa preparate il sugo; fate scaldare un po’ d’olio, quando è caldo aggiungete in padella una noce di burro e la cipolla tritata in precedenza. Quando la cipolla è ben soffritta mettete il pomodoro, aggiustate di sale e fate andare a fiamma alta per 10 minuti, se necessario aggiungete un po’ d’acqua durante la cottura.

Quando il sugo di pomodoro è pronto preparate le uova, le mettete in un piatto con un po’ di sale e un po’ di latte, le sbattete un po’ e poi le calate in padella con un po’ di burro. Quando saranno ben rapprese le togliete dal fuoco. A questo punto mettete il sugo di pomodoro in un piatto piano, vi adagiate sopra le uova strapazzate e sopra grattugiate un po’ di ricotta salata (la quantità secondo il vostro gusto).

Servite, o mangiate, immediatamente!!

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Updated Mon, November 24, 2008.
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4. www.pubcrawler.com 1110000
5. www.marcellinos.de 953000
6. www.restaurant.com 667000
7. www.restaurant-kritik.de 553000
8. www.zagat.com 435000
9. www.bartime.de 392000
10. www.wineaccess.com 380000
11. www.hotpepper.jp 327000
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La cucina turca: patlican

La cucina turca: patlican
Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da[...]

Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da meno. Eppure patlican vuol dire semplicemente melanzana, quell’ortaggio tanto amato da tutta la cucina mediterranea, compresa la nostra, soprattutto nella parte meridionale della penisola.

Dicono che i turchi non riescano neppure a contare in quanti modi sono capaci di cucinare le melanzane, ma quello che vi indico di seguito è uno dei più comuni e viene spesso servito tra i ‘meze’ freddi, ottimo accompagno alla pita, il caratteristico pane turco, e consumato lentamente, tra una chiacchiera e l’altra e spesso da un unico piatto per tutti i commensali, in attesa che il ‘vero’ pranzo abbia inizio. Vi occorrono: melanzane del tipo lungo, olio, succo di limone, pomodori, aglio, prezzemolo e peperoncino.

Ed ecco la formula magica: scaldate un po’ d’olio in una padella abbastanza ampia, quindi unite l’aglio tritato insieme al peperoncino e le melanzane tagliate a tocchetti, lasciate precedentemente a macerare nel succo di limone. Quando saranno quasi cotte, aggiungete i pomodori a pezzetti, aggiustate di sale e guarnite con prezzemolo sminuzzato (a crudo). In Turchia questo invitante antipasto viene lasciato raffreddare prima di essere servito.

Foto | Flickr

La Pitina, salame ovino ottimo anche per la Carbonara
Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della[...]

Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della “Pitina della Valtramontina” un salume di carne ovina prodotto nell’omonima valle friulana, che ha la caratteristica forma a polpetta avvolta in farina di polenta.

La preparazione con la farina di polenta non richiedeva particolari attrezzature, considerato che nelle zone montane non c’erano possibilità di reperire budella per insaccare la carne e conservarla, e quindi era possibile prepararla ovunque.

Una volta preparata la “polpetta di carne” dissosata, questa polpetta veniva avvolta nel sale, pepe e farina di polenta, aromatizzata con le erbe di montagna, quindi il preparato veniva poggiato sotto la cappa del camino del focolare ad affumicare e lì rimaneva per alcuni giorni. Anticamente dopo la prima asciugatura vicino al fuoco, la Pitina veniva mantenuta nel “camarin”, un ambiente fresco e ventilato per un’ulteriore esicattura nel tempo.

Dopo circa quindici giorni sulla Pitina si formavano le muffe nobili che terminavano la stagionatura del prodotto dopo qualche mese. Per consumarla veniva prima lavata con acqua e aceto, e poi asciugata con un canovaccio di cotone e tagliata in fette sottili per essere mangiata accompagnata da un buon bicchiere di vino.

Al Salone, la signora che la presentava nel suo stand ha anche aggiunto: “era un modo semplice per i cacciatori di nascondere subito la selvaggina appena cacciata… perché non sempre si poteva cacciare, ma bisognava pur mangiare!”.

Adesso il procedimento è cambiato un poco, e la Pitina è diventato presidio Slow Food. Ora alla carne ovina o di selvaggina alcune produzioni aggiungono anche del maiale o del lardo in alcune produzioni (mentre i più “puristi” usano solo carne di montone o di capra), l’affumicatura avviene con legno non resinoso dei boschi e l’aroma è senza conservanti, solo fatto di sale, pepe, erbe montane e vino rosso.

In cucina la Pitina ha diversi utilizzi e consente la riscoperta di vecchi piatti della tradizione. Viene usata con ricotta e polenta, con brodo di polenta secondo il gusto montano, mentre per chi volesse usarla in cucina anche al sud può usarla in una carbonara…. di cui mi sono premurata di farvi avere anche al ricetta!

Carbonara con Pitina della Valtramontina

Ingredienti per 6 persone: 500 gr di spaghetti, 1 pitina, burro a piacere, 4 o 5 uova, 2 cucchiai di panna liquida, 120 gr di formaggio stagionato grattuggiato, un bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe.

Procedimento: scaldare olio e burro in una padella, unire la pitina tagliata a dadini o sbriciolata grossolanamente. Aggiungere il vino bianco e continuare la cottura finché il vino si sarà consumato. Intanto sbattere le uova con la panna liquida, metà formaggio, sale e pepe. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e versarla nella padella, unire le uova sbattute e dare una rimescolata generale. Servire con il resto del formaggio.

Altre ricette le trovate qui.

Dolci esotici: rice cake africano

Dolci esotici: rice cake africano
Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso,[...]

Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso, potete utilizzare anche i fiocchi di riso.

Ingredienti: 250g di farina di riso, 200g di burro, 180g di zucchero, un pizzico di noce moscata, 3 uova intere, un bicchiere di latte, 2 cucchiaini di lievito in polvere, un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia.

Preparazione: setacciate bene insieme la farina di riso e il lievito in polvere; in una terrina unite il burro ammorbidito, le uova e lo zucchero, poi aggiungete a piccole dosi la farina e il latte, mescolando continuamente; alla fine aggiungete la noce moscata e l’estratto di vaniglia; imburrate e infarinate uno stampo a cassetta, versatevi dentro il composto e infornate per circa 40 minuti a 180 gradi.

Foto | Flickr

Uova, pomodoro e ricotta salata
Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete[...]

uova strapazzate Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete utilizzare, magari ridimensionata nelle quantità, come antipasto per una cena tra amici.

Gli ingredienti sono quelli per una persona se il piatto viene consumato come unico.

Ingredienti: 1 uovo intero e 1 tuorlo, mezzo barattolo di polpa di pomodoro (in stagione usate 3 pomodori San Marzano), ½ cipolla piccola, ricotta salata, latte, burro, olio, sale qb.

Procedimento: come prima cosa preparate il sugo; fate scaldare un po’ d’olio, quando è caldo aggiungete in padella una noce di burro e la cipolla tritata in precedenza. Quando la cipolla è ben soffritta mettete il pomodoro, aggiustate di sale e fate andare a fiamma alta per 10 minuti, se necessario aggiungete un po’ d’acqua durante la cottura.

Quando il sugo di pomodoro è pronto preparate le uova, le mettete in un piatto con un po’ di sale e un po’ di latte, le sbattete un po’ e poi le calate in padella con un po’ di burro. Quando saranno ben rapprese le togliete dal fuoco. A questo punto mettete il sugo di pomodoro in un piatto piano, vi adagiate sopra le uova strapazzate e sopra grattugiate un po’ di ricotta salata (la quantità secondo il vostro gusto).

Servite, o mangiate, immediatamente!!

Foto | Flickr

Cucina greca: Halva
La ricetta che vi propongo è prettamente greca, anche se ne esistono versioni simili (arricchite da altri ingredienti quali pistacchi o sesamo), diffuse in Medio Oriente e persino in paesi come India e[...]

La ricetta che vi propongo è prettamente greca, anche se ne esistono versioni simili (arricchite da altri ingredienti quali pistacchi o sesamo), diffuse in Medio Oriente e persino in paesi come India e Pakistan. Questo dolce può essere arricchito anche da frutta candita o magari innaffiato con un liquore da fiammeggiare al momento di portare in tavola.

Ingredienti per 4 persone: 120g di semolino, un cucchiaio di mandorle, 2,5 dl di latte, 150g di zucchero, 50g di burro, un cucchiaio di cannella in polvere.

Preparazione: ponete le mandorle in acqua bollente per qualche minuto, pelatele, asciugatele e rosolatele nel burro; versate nello stesso tegame il semolino a pioggia e mescolate fino a quando il semolino sarà dorato; intanto fate sciogliere lo zucchero nel latte bollente e versatelo poco alla volta nel tegame col semolino; portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa un quarto d’ora; una volta cotto, sistemate il composto in una forma di budino o in ciotole separate, spolverizzando con la cannella.

Foto | Flickr

La cucina turca: patlican
Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da[...]

Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da meno. Eppure patlican vuol dire semplicemente melanzana, quell’ortaggio tanto amato da tutta la cucina mediterranea, compresa la nostra, soprattutto nella parte meridionale della penisola.

Dicono che i turchi non riescano neppure a contare in quanti modi sono capaci di cucinare le melanzane, ma quello che vi indico di seguito è uno dei più comuni e viene spesso servito tra i ‘meze’ freddi, ottimo accompagno alla pita, il caratteristico pane turco, e consumato lentamente, tra una chiacchiera e l’altra e spesso da un unico piatto per tutti i commensali, in attesa che il ‘vero’ pranzo abbia inizio. Vi occorrono: melanzane del tipo lungo, olio, succo di limone, pomodori, aglio, prezzemolo e peperoncino.

Ed ecco la formula magica: scaldate un po’ d’olio in una padella abbastanza ampia, quindi unite l’aglio tritato insieme al peperoncino e le melanzane tagliate a tocchetti, lasciate precedentemente a macerare nel succo di limone. Quando saranno quasi cotte, aggiungete i pomodori a pezzetti, aggiustate di sale e guarnite con prezzemolo sminuzzato (a crudo). In Turchia questo invitante antipasto viene lasciato raffreddare prima di essere servito.

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La cucina turca: la Salada
Con il post di oggi inizio un, spero interessante, approfondimento, sulla cucina turca, in modo da ripercorrere e condividere con voi profumi e sapori di questa meravigliosa terra che ho avuto il[...]

Con il post di oggi inizio un, spero interessante, approfondimento, sulla cucina turca, in modo da ripercorrere e condividere con voi profumi e sapori di questa meravigliosa terra che ho avuto il privilegio di visitare l’estate scorsa.

Innanzitutto alcune norme di buon comportamento: se siete a cena da una famiglia turca, servitevi solo del cibo più vicino a voi, finite tutto quello che avete nel piatto senza avanzi e dite “Elenize sağlik”, che è una forma di benedizione con la quale ringrazierete il padrone di casa lodandolo per la sua cucina. Un altro paio di cose: non vi servite mai con la mano sinistra e non vi sedete mai accanto a una persona di sesso opposto, a meno che non vi venga richiesto.

Il pasto turco solitamente inizia con una sequela infinita di ‘meze’ (antipasti), alcuni caldi e alcuni freddi, che basterebbero a saziare anche gli appetiti più accesi. Uno dei più classici, che costituisce un vero e proprio benvenuto e che quindi non potrete non gradire e vi verrà portato al ristorante anche senza richiederlo, è la ‘salada’: la nostra insalata. Ecco come prepararla: radicchio verde, pomodori tipo San Marzano, olio (quello leggero, tipo ligure), sommaco (una spezia dal caratteristico colore violaceo che si ottiene dalla pianta nella foto). Amalgamate tutti gli ingredienti in una ciotola capiente e il gioco è fatto!

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Crostini di cavolo nero o cavolo con le fette

trifle con crema di cioccolato bianco e pompelmo rosa

La Pitina, salame ovino ottimo anche per la Carbonara
Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della[...]

Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della “Pitina della Valtramontina” un salume di carne ovina prodotto nell’omonima valle friulana, che ha la caratteristica forma a polpetta avvolta in farina di polenta.

La preparazione con la farina di polenta non richiedeva particolari attrezzature, considerato che nelle zone montane non c’erano possibilità di reperire budella per insaccare la carne e conservarla, e quindi era possibile prepararla ovunque.

Una volta preparata la “polpetta di carne” dissosata, questa polpetta veniva avvolta nel sale, pepe e farina di polenta, aromatizzata con le erbe di montagna, quindi il preparato veniva poggiato sotto la cappa del camino del focolare ad affumicare e lì rimaneva per alcuni giorni. Anticamente dopo la prima asciugatura vicino al fuoco, la Pitina veniva mantenuta nel “camarin”, un ambiente fresco e ventilato per un’ulteriore esicattura nel tempo.

Dopo circa quindici giorni sulla Pitina si formavano le muffe nobili che terminavano la stagionatura del prodotto dopo qualche mese. Per consumarla veniva prima lavata con acqua e aceto, e poi asciugata con un canovaccio di cotone e tagliata in fette sottili per essere mangiata accompagnata da un buon bicchiere di vino.

Al Salone, la signora che la presentava nel suo stand ha anche aggiunto: “era un modo semplice per i cacciatori di nascondere subito la selvaggina appena cacciata… perché non sempre si poteva cacciare, ma bisognava pur mangiare!”.

Adesso il procedimento è cambiato un poco, e la Pitina è diventato presidio Slow Food. Ora alla carne ovina o di selvaggina alcune produzioni aggiungono anche del maiale o del lardo in alcune produzioni (mentre i più “puristi” usano solo carne di montone o di capra), l’affumicatura avviene con legno non resinoso dei boschi e l’aroma è senza conservanti, solo fatto di sale, pepe, erbe montane e vino rosso.

In cucina la Pitina ha diversi utilizzi e consente la riscoperta di vecchi piatti della tradizione. Viene usata con ricotta e polenta, con brodo di polenta secondo il gusto montano, mentre per chi volesse usarla in cucina anche al sud può usarla in una carbonara…. di cui mi sono premurata di farvi avere anche al ricetta!

Carbonara con Pitina della Valtramontina

Ingredienti per 6 persone: 500 gr di spaghetti, 1 pitina, burro a piacere, 4 o 5 uova, 2 cucchiai di panna liquida, 120 gr di formaggio stagionato grattuggiato, un bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe.

Procedimento: scaldare olio e burro in una padella, unire la pitina tagliata a dadini o sbriciolata grossolanamente. Aggiungere il vino bianco e continuare la cottura finché il vino si sarà consumato. Intanto sbattere le uova con la panna liquida, metà formaggio, sale e pepe. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e versarla nella padella, unire le uova sbattute e dare una rimescolata generale. Servire con il resto del formaggio.

Altre ricette le trovate qui.

Filetti di merluzzo alla griglia

Filetti di merluzzo alla griglia
Ingredienti per 4 persone: 600 gr. di filetti di merluzzo 100 gr. di zucchine 100 gr. di peperoni 100 gr. di patate una decina di capperi sott’aceto una decina di olive nere olio extravergine d’oliva basilico sale e peperoncino q.b. Preparazione: Lavare, asciugare, spelare e pulire i peperoni, le patate e le zucchine. Tagliare i peperoni a quadretti, le zucchine a rondelle e le patate a [...]

TOP 100 FOOD SITES SORTED BY POPULARITY

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5. www.marcellinos.de 953000
6. www.restaurant.com 667000
7. www.restaurant-kritik.de 553000
8. www.zagat.com 435000
9. www.bartime.de 392000
10. www.wineaccess.com 380000
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Scorze di arancia candite
Ingredienti per 8 persone: 2 kg. di arance non trattate 400 gr. di zucchero ogni 500 gr. di scorze Preparazione: Sbucciare le arance, pulire le scorze da eventuali filamenti, ma conservare la parte bianca interna. Immergerle in una pentola di acqua bollente, coprire e quindi lasciare a bagno per tutta la notte. Scolarle e ancora umide metterle in una casseruola [...]

Sformato alla zucca

Sformato alla zucca
Ingredienti: mezzo kg di zucca due uova 400cl di besciamella 50gr di grana padano grattugiato sale, pepe, noce moscata. Preparazione: fate ammorbidire la zucca fino a ridurla in purea cuocendola nel forno a calore a fette moderato per una mezz’ora scarsa oppure lessandola una decina di minuti in acqua bollente. Una volta ammorbidita la zucca, passatela al setaccio in modo da ridurla [...]

Ingredienti:
mezzo kg di zucca
due uova
400cl di besciamella
50gr di grana padano grattugiato
sale, pepe, noce moscata.

Preparazione:
fate ammorbidire la zucca fino a ridurla in purea cuocendola nel forno a calore a fette moderato per una mezz’ora scarsa oppure lessandola una decina di minuti in acqua bollente. Una volta ammorbidita la zucca, passatela al setaccio in modo da ridurla in purea ed eliminare l’acqua in eccesso. A questo punto aggiungete le due uova, il grana grattugiato, la bescimella, il sale, il pepe ed una bella grattugiata di noce moscata.

Versate il composto ottenuto in una casseruola imburrata e ricoperta di pangrattato ed infornate per un’ora a 200 gradi. Al termine della cottura lasciate raffreddare e rovesciate il vostro sformato; potete servirlo a fette accompagnandolo con una salsa saporita alle olive o alle erbe che faccia meglio risaltare la delicatezza della zucca.

Dolci esotici: rice cake africano
Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso,[...]

Un dolce non troppo pesante, ottimo come spuntino pomeridiano insieme ad una tazza di tè…diffusissimo in paesi dove la farina di grano è considerata un lusso. Invece della farina di riso, potete utilizzare anche i fiocchi di riso.

Ingredienti: 250g di farina di riso, 200g di burro, 180g di zucchero, un pizzico di noce moscata, 3 uova intere, un bicchiere di latte, 2 cucchiaini di lievito in polvere, un cucchiaino di estratto liquido di vaniglia.

Preparazione: setacciate bene insieme la farina di riso e il lievito in polvere; in una terrina unite il burro ammorbidito, le uova e lo zucchero, poi aggiungete a piccole dosi la farina e il latte, mescolando continuamente; alla fine aggiungete la noce moscata e l’estratto di vaniglia; imburrate e infarinate uno stampo a cassetta, versatevi dentro il composto e infornate per circa 40 minuti a 180 gradi.

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Filetto di manzo alla birra
Ingredienti: un filetto di manzo burro qb una carota due coste di sedano una cipolla un ciuffo di prezzemolo una bottiglia di birra doppio malto sale e pepe qb Preparazione: Sciogliete un paio di noci di burro in una padella; non appena il burro sarà sciolto mettete il vostro filetto ben infarinato, salato e pepato nel burro a rosolare per bene da tutti i lati [...]

Ingredienti:
un filetto di manzo
burro qb
una carota
due coste di sedano
una cipolla
un ciuffo di prezzemolo
una bottiglia di birra doppio malto
sale e pepe qb

Preparazione:
Sciogliete un paio di noci di burro in una padella; non appena il burro sarà sciolto mettete il vostro filetto ben infarinato, salato e pepato nel burro a rosolare per bene da tutti i lati alzando la fiamma. Non appena avrà fatto la sua crosticina dorata, toglietelo e mettetelo momentaneamente in un piatto.
Affettate finemente il vostro misto di odori facendo in modo che il sedano prevalga su carota e cipolla. Versate tutto nel burro e fate cuocere dieci minuti aggiungendo se necessario un pò d’acqua. A questo punto rimettete il vostro filetto in pentola assieme agli odori e versateci l’intera bottiglia di birra. Coprite con un coperchio e abbassate il fuoco al minimo, facendo cuocere il filetto per almeno un’ora e mezza e rigirandolo di tanto in tanto. Quando la cottura è quasi ultimata e si sarà formato un sughetto cremoso e profumato, regolate di sale e servite caldissimo. Questo piatto si accompagna in modo ottimale ad un buon bicchiere di birra ed un contorno di patate, purè, o verdure cotte come cicorie ma anche verze e cavolfiori.

Uova, pomodoro e ricotta salata
Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete[...]

uova strapazzate Ecco una ricettina gustosa e abbastanza veloce da eseguire. Io me la cucino sempre quando ho poca voglia di impegnarmi e la mangio come piatto unico accompagnata da un buon pane. Altrimenti la potete utilizzare, magari ridimensionata nelle quantità, come antipasto per una cena tra amici.

Gli ingredienti sono quelli per una persona se il piatto viene consumato come unico.

Ingredienti: 1 uovo intero e 1 tuorlo, mezzo barattolo di polpa di pomodoro (in stagione usate 3 pomodori San Marzano), ½ cipolla piccola, ricotta salata, latte, burro, olio, sale qb.

Procedimento: come prima cosa preparate il sugo; fate scaldare un po’ d’olio, quando è caldo aggiungete in padella una noce di burro e la cipolla tritata in precedenza. Quando la cipolla è ben soffritta mettete il pomodoro, aggiustate di sale e fate andare a fiamma alta per 10 minuti, se necessario aggiungete un po’ d’acqua durante la cottura.

Quando il sugo di pomodoro è pronto preparate le uova, le mettete in un piatto con un po’ di sale e un po’ di latte, le sbattete un po’ e poi le calate in padella con un po’ di burro. Quando saranno ben rapprese le togliete dal fuoco. A questo punto mettete il sugo di pomodoro in un piatto piano, vi adagiate sopra le uova strapazzate e sopra grattugiate un po’ di ricotta salata (la quantità secondo il vostro gusto).

Servite, o mangiate, immediatamente!!

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Torta di carote!
Ingredienti: 300 gr. di carote 200 gr. di zucchero 5 uova 250 gr. di nocciole macinate 100 gr. di pangrattato mezza bustina di lievito in polvere la buccia grattugiata di un limone un cucchiaio di rhum per la glassa: 200 gr. di zucchero a velo un cucchiaio di cacao due cucchiai di rhum Preparazione: Grattugiate le carote (dopo averle accuratamente lavate e raschiate). Sbattete i cinque tuorli con quattro [...]

Ingredienti:
300 gr. di carote
200 gr. di zucchero
5 uova
250 gr. di nocciole macinate
100 gr. di pangrattato
mezza bustina di lievito in polvere
la buccia grattugiata di un limone
un cucchiaio di rhum
per la glassa:
200 gr. di zucchero a velo
un cucchiaio di cacao
due cucchiai di rhum

Preparazione:
Grattugiate le carote (dopo averle accuratamente lavate e raschiate). Sbattete i cinque tuorli con quattro cucchiai di acqua calda e aggiungete gradatamente 140 gr. di zucchero e lo zucchero vanigliato fino ad ottenere una crema spumosa. A parte montate a neve ben soda gli albumi con un pizzico di sale, aggiungendo gradatamente il rimanente zucchero. Adagiate gli albumi sulla crema di tuorli e sovrapponetevi le carote grattugiate, le nocciole, il pangrattato, il lievito. Spruzzate il rhum e aggiungete anche la buccia grattugiata del limone. Amalgamate bene tutti gli ingredienti mescolando molto delicatamente dal basso verso l’alto. Fate cuocere in forno a 180° per circa un’ora.

Nel frattempo preparate la glassa: setacciate e mescolate insieme lo zucchero a velo e il cacao, unite il rhum e aggiungete quattro cucchiai di acqua calda per formare una pastella liscia. Ricoprite completamente la torta con questa glassa Potete decorare la torta con delle striscioline finissime di buccia d’arancia.

Questo dolce è migliore se servito due giorni dopo la sua preparazione e può essere quindi un’ottima soluzione per chi ha poco tempo e deve cucinare “per gradi”. Ma attenzione: va conservato coperto e al fresco!

La Pitina, salame ovino ottimo anche per la Carbonara

La Pitina, salame ovino ottimo anche per la Carbonara
Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della[...]

Allo scorso Salone del Gusto, tra le tante prelibatezze che ho avuto modo di scoprire e degustare, ho conosciuto un prodotto che fin’ora mi era davvero sconosciuto. Si tratta della “Pitina della Valtramontina” un salume di carne ovina prodotto nell’omonima valle friulana, che ha la caratteristica forma a polpetta avvolta in farina di polenta.

La preparazione con la farina di polenta non richiedeva particolari attrezzature, considerato che nelle zone montane non c’erano possibilità di reperire budella per insaccare la carne e conservarla, e quindi era possibile prepararla ovunque.

Una volta preparata la “polpetta di carne” dissosata, questa polpetta veniva avvolta nel sale, pepe e farina di polenta, aromatizzata con le erbe di montagna, quindi il preparato veniva poggiato sotto la cappa del camino del focolare ad affumicare e lì rimaneva per alcuni giorni. Anticamente dopo la prima asciugatura vicino al fuoco, la Pitina veniva mantenuta nel “camarin”, un ambiente fresco e ventilato per un’ulteriore esicattura nel tempo.

Dopo circa quindici giorni sulla Pitina si formavano le muffe nobili che terminavano la stagionatura del prodotto dopo qualche mese. Per consumarla veniva prima lavata con acqua e aceto, e poi asciugata con un canovaccio di cotone e tagliata in fette sottili per essere mangiata accompagnata da un buon bicchiere di vino.

Al Salone, la signora che la presentava nel suo stand ha anche aggiunto: “era un modo semplice per i cacciatori di nascondere subito la selvaggina appena cacciata… perché non sempre si poteva cacciare, ma bisognava pur mangiare!”.

Adesso il procedimento è cambiato un poco, e la Pitina è diventato presidio Slow Food. Ora alla carne ovina o di selvaggina alcune produzioni aggiungono anche del maiale o del lardo in alcune produzioni (mentre i più “puristi” usano solo carne di montone o di capra), l’affumicatura avviene con legno non resinoso dei boschi e l’aroma è senza conservanti, solo fatto di sale, pepe, erbe montane e vino rosso.

In cucina la Pitina ha diversi utilizzi e consente la riscoperta di vecchi piatti della tradizione. Viene usata con ricotta e polenta, con brodo di polenta secondo il gusto montano, mentre per chi volesse usarla in cucina anche al sud può usarla in una carbonara…. di cui mi sono premurata di farvi avere anche al ricetta!

Carbonara con Pitina della Valtramontina

Ingredienti per 6 persone: 500 gr di spaghetti, 1 pitina, burro a piacere, 4 o 5 uova, 2 cucchiai di panna liquida, 120 gr di formaggio stagionato grattuggiato, un bicchiere di vino bianco secco, sale e pepe.

Procedimento: scaldare olio e burro in una padella, unire la pitina tagliata a dadini o sbriciolata grossolanamente. Aggiungere il vino bianco e continuare la cottura finché il vino si sarà consumato. Intanto sbattere le uova con la panna liquida, metà formaggio, sale e pepe. Lessare la pasta in abbondante acqua salata, scolarla e versarla nella padella, unire le uova sbattute e dare una rimescolata generale. Servire con il resto del formaggio.

Altre ricette le trovate qui.

Ricette verdure: cavoletti di Bruxelles alla crema (Buttalapasta)

I cavoletti di bruxelles sono verdure grandi più o meno quanto una noce, hanno foglioline compatte e verde chiaro, quando le acquistate badate bene che le foglie siano ben lucide e senza macchie gialle, si possono preparare in tanti modi e noi faremo li accompagneremo ad una deliziosa crema che potete servire come contorno o [...]

Fonte : Buttalapasta (abbonati)

Tag : Bruxelles, Europa

Cucina greca: Halva
La ricetta che vi propongo è prettamente greca, anche se ne esistono versioni simili (arricchite da altri ingredienti quali pistacchi o sesamo), diffuse in Medio Oriente e persino in paesi come India e[...]

La ricetta che vi propongo è prettamente greca, anche se ne esistono versioni simili (arricchite da altri ingredienti quali pistacchi o sesamo), diffuse in Medio Oriente e persino in paesi come India e Pakistan. Questo dolce può essere arricchito anche da frutta candita o magari innaffiato con un liquore da fiammeggiare al momento di portare in tavola.

Ingredienti per 4 persone: 120g di semolino, un cucchiaio di mandorle, 2,5 dl di latte, 150g di zucchero, 50g di burro, un cucchiaio di cannella in polvere.

Preparazione: ponete le mandorle in acqua bollente per qualche minuto, pelatele, asciugatele e rosolatele nel burro; versate nello stesso tegame il semolino a pioggia e mescolate fino a quando il semolino sarà dorato; intanto fate sciogliere lo zucchero nel latte bollente e versatelo poco alla volta nel tegame col semolino; portate ad ebollizione, abbassate la fiamma e fate cuocere per circa un quarto d’ora; una volta cotto, sistemate il composto in una forma di budino o in ciotole separate, spolverizzando con la cannella.

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COSTE RIPIENE, IMPANATE E FRITTE (la zuccheriera)

TALLOS DE ACELGAS RELLENOS DE MOZZARELLA Y JAMÓN YORK, REBOZADOS Y FRITOS Algún castellano carnivoro decía hasta ayer que las acelgas son comida de rumiantes… He vuelto a freír, creo que me pasa algo . Puede que necesite la Actifry de Tefal para recuperarme ;-))) Ingredientes: acelgas mozzarella rallada, tipo Galbani o danesa jamón york sal y pimienta pan rallado huevo batido orégano aceite…

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La cucina turca: patlican
Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da[...]

Il suono di questa parola, pronunciata da un madrelingua turco, promette esperienze da mille e una notte, ma anche quando arriva, questo piatto, con i suoi colori e il suo profumo inebriante, non è da meno. Eppure patlican vuol dire semplicemente melanzana, quell’ortaggio tanto amato da tutta la cucina mediterranea, compresa la nostra, soprattutto nella parte meridionale della penisola.

Dicono che i turchi non riescano neppure a contare in quanti modi sono capaci di cucinare le melanzane, ma quello che vi indico di seguito è uno dei più comuni e viene spesso servito tra i ‘meze’ freddi, ottimo accompagno alla pita, il caratteristico pane turco, e consumato lentamente, tra una chiacchiera e l’altra e spesso da un unico piatto per tutti i commensali, in attesa che il ‘vero’ pranzo abbia inizio. Vi occorrono: melanzane del tipo lungo, olio, succo di limone, pomodori, aglio, prezzemolo e peperoncino.

Ed ecco la formula magica: scaldate un po’ d’olio in una padella abbastanza ampia, quindi unite l’aglio tritato insieme al peperoncino e le melanzane tagliate a tocchetti, lasciate precedentemente a macerare nel succo di limone. Quando saranno quasi cotte, aggiungete i pomodori a pezzetti, aggiustate di sale e guarnite con prezzemolo sminuzzato (a crudo). In Turchia questo invitante antipasto viene lasciato raffreddare prima di essere servito.

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Ricetta ipocalorica: tonno sul limone (Buttalapasta)

Attenzione al nome di questa ricetta: tonno sul limone non al limone; infatti le trance di tonno vengono cotte sopra fettine di limone. Il pesce è condito solamente con un po’ di sale e di pepe, ma niente olio, quindi il risultato è saporito ma veramente ipocalorico. Ricetta inventata pensando a qualcuno che conosciamo che [...]

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Zenzero: ricette e idee per il suo utilizzo in cucina (Buttalapasta)

Lo zenzero è una radice, per essere precisi un rizoma, di una pianta (Zingiber officinale) che cresce nelle zone tropicali e subtropicali, utilizzato per il suo sapore leggermente piccante e che ricorda un po’ quello del limone. Condividi

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Mangiare a Genova: Osteria Da O Colla
In questa deliziosa osteria non ci si capita proprio per caso. La strada per Murta, piccolo quartiere dell’entroterra ponentino genovese, assomiglia un po’ a un passo di montagna, grandi pendenze e[...]

cesto focacciaIn questa deliziosa osteria non ci si capita proprio per caso. La strada per Murta, piccolo quartiere dell’entroterra ponentino genovese, assomiglia un po’ a un passo di montagna, grandi pendenze e curve una dietro l’altra.

Ciò nonostante, a mio avviso, una capatina ogni tanto vale la pena. Il menù è basato su prodotti del territorio, utilizzati sia in maniera tradizionale (per intenderci, torte di verdure, ripieni, pesto) che più creativa. Da provare come antipasto il tortino di borragine e pinoli.

Tra i primi che ho assaggiato sono notevoli l’amatriciana di tonno e i tagliolini con zucca e guanciale. Per quanto riguarda i secondi, sono davvero buoni il galletto nero biologico con le verdure e il coniglio ripieno di pinoli ed erbette. Se capitate in stagione non lasciatevi sc